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Versione completa: Quotazioni Petrolio - Informazioni -
Traders Per Sempre - il forum dei migliori traders italiani > Sezione Principale > Wall Street e mercati esteri
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Rw1392
CITAZIONE(DragonFly @ Wednesday, 12 Apr 2006, 11:23)
txs99


17:24 Petrolio tocca quota 42 dollari a New York
.. ..
Non si arresta la corsa del prezzo del greggio che a New York tocca quota 42 dollari al barile, nuovo massimo storico, al New York Mercantile Exchange, con il contratto consegna Luglio in rialzo di oltre 5 punti percentuali. Il nuovo rialzo è motivato con i recenti fatti di violenza registrati nel Medio Oriente e con l'incertezza circa le decisioni che verranno prese nella prossima riunione dell'Opec in agenda giovedì prossimo.




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E' dal 25 maggio che avevamo iniziato a discutere di "Prezzo del petrolio"
Oltre che a scambiarci qualche link, avevamo avviato a lavorare su una doppia ipotesi di andamento futuro del mercato del greggio.
Ritorno in area 20 4 , o strappo rialzista, con un "aggravamento della quadro/situazione geopolitica in atto " ?
Riprendiamo a postare anche qua, recuperando gli articoli, ed il loro ordine cronologico.


TIC. Inviato il: 25/5/2004, 12:17
Traderxsempre
Gruppo: Utente
Messaggi: 156
Iscritto il: 19/5/2004

Stato: QUOTAZIONE PETROLIO


"Apro questo topic per sapere se qualcuno conosce qualche sito ..."
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ Tuesday, 1 Jun 2004, 20:25)
17:24 Petrolio tocca quota 42 dollari a New York
.. .. 01/06/2004
 



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E' dal 25 maggio che avevamo iniziato a discutere di "Prezzo del petrolio"
Oltre che a scambiarci qualche link, ...

Riprendiamo a postare anche qua, recuperando gli articoli, ed il loro ordine cronologico.


TIC. Inviato il: 25/5/2004, 12:17 
  "Apro questo topic per sapere se qualcuno conosce qualche sito  ..."

billy1 Inviato il: 25/5/2004, 12:26




benfatto tic...il petrolio è vitale per la borsa...speriamo di trovare qualche link....

........AZZ....



RussianHill Inviato il: 25/5/2004, 12:28


http://www.forumfree.net/?act=ST&f=230351&t=1404659&s=

Prova su Commodity




magdy Inviato il: 25/5/2004, 12:32



Qui ci sono i future sul crude, credo sia più importante del brent.

http://futures.tradingcharts.com/marketquo....php3?market=CL



TIC. Inviato il: 25/5/2004, 13:17



grazie magdy



Rw1392 Inviato il: 25/5/2004, 13:36



http://story.news.yahoo.com/news?tmpl=stor.../bs_nm/group_dc


Sopra i 40 $ per il CRUDE OIL ..la "speculazione ha tempo e spazio almeno fino al 03/06/2004" ...
Se qualcuno vuole inserire un grafico faccia pure


Rw1392 Inviato il: 25/5/2004, 14:02



http://www.kitcometals.com/


Decideremo se parlare anche di materie prime qua dentro. Per ora lo appoggio.
Control V ...funziona Rosio, e il forum e' stabile.



Modificato da Rw1392 - 25/5/2004, 14:44


pacales Inviato il: 25/5/2004, 14:40


ho provato ad inserire un grafo del dark da fantaborsa, ma non ci son riuscito.....
semmai metto l'indirizzo...
ci sono anche alcune ottime valutazioni del ottimo dark

ora pero' scappo al lavoro....




marco58 Inviato il: 25/5/2004, 22:08


http://www.bloomberg.com/energy/

http://quotes.ino.com/portfolio/?v=f

(Nel secondo dovete registrarvi e creare un "portafoglio" da seguire; fino a qualche mese c'era anche il brent; dopo la scadenza gennaio non l'ho più trovato; il primo riporta anche il Brent; non so se il future o il sottostante)


TIC Inviato il: 25/5/2004, 22:23


grazie marco wink.gif
Rw1392
Rw1392
Inviato il: 28/5/2004, 02:11

CITAZIONE(billy1 @ 25/5/2004, 12:26)
benfatto tic...il petrolio è vitale per la borsa...speriamo di trovare qualche link.... :shifty:



ohmy.gif: ^_^ sleep.gif unsure.gif :B): ( :fischio: quando...e come ci arriviamo ?).

Pétrole 20$ ou 60$?








II. Hausse Incontrolée.

Le cours du pétrole est dans le haut de son canal haussier qui existe depuis 1986. Il peut sortir par le haut de ce canal, ce qui formerait une tête épaule inversée qui a pour objectif une zone de 60$. C'est le scénario que je retiens, même si la sortie du canal haussier peut être longue.




http://www.dani2989.com/matiere1/p%E9trole18052004.htm


Ok billY... c'e' materiale discreto in rete. wink.gif
Rw1392
I. Hausse contrôlée.

C'est le scénario le plus partagé. Le cours du pétrole retourne ainsi dans le bas de son canal haussier dans la zone des 20$. Ensuite, il repart vers le haut de son canal dans la zone des 40$. Si on regarde les précédentes vagues, le cycle bas du canal et le haut du canal peut prendre entre 2 et 4 ans. Les nouveaux sommets sont ainsi 10 à 15% (+/-) plus haut et les nouveaux creux sont 10 à 15% plus haut (+/-). Ceci correspond dans les faits à une stagnation des prix du pétrole avec l'augmentation de la masse monétaire du dollar us. Mais voila, ce qui était possible hier le sera t'il encore demain ?

Rw1392 Inviato il: 28/5/2004, 02:26
Rw1392
rosio Inviato il: 28/5/2004, 18:56

da "la repubblica.it" 28/05

Milano. Si profila un compromesso tra i 'falchi' e 'le colombe' dell'Opec in vista del prossimo meeting di Beirut del 3 giugno: secondo quanto riportato stamane dal Wsj, i paesi aderenti all'Organizzazione starebbero prendendo in considerazione l'ipotesi di sospendere momentaneamente il tetto della produzione di greggio al fine di sgonfiare le valuazioni dell'oro nero, scese ieri sotto i 40 dollari ma su livelli sempre sostuni.

Se approvata, la proposta rappresenterebbe una vittoria in primo luogo dell'Arabia Saudita che, sorprendendo gli altri membri, aveva annunciato all'inizio della settimana la sua intenzione di pompare più petrolio sul mercato. La proposta rappresenta anche un compromesso tra i 'falchi' e 'le colombe' dell'Opec. Ma anche i falchi dell'Opec avrebbero la loro parte: secondo il Wsj, infatti, accanto alla decisione di sospendere il limite di produzione pari oggi a 23,5 milioni di barili al giorno verrebbe anche innalzato di 8 dollari il range di oscillazione del cosiddetto 'Opec basket'. Una mossa questa che legittimerebbe di fatto l'alto livello dei prezzi petroliferi. Attualmente la banda di oscillazione dell'Opec è compresa tra i 22 e i 28 dollari al barile.

La sospensione dei limiti produttivi è solo "una delle opzioni a disposizione del cartello per inviare un messaggio forte al mercato", ha tuttavia spiegato una fonte vicina all'organizzazione dei paesi produttori, confermando le indiscrezioni riportate stamani dalla stampa internazionale. Lo scenario sarà chiarito giovedì prossimo alla prossima riunione dell'Opec.
Rw1392
The Big Picture



In questi giorni la stampa di regime, cioè tutta la stampa, non fa altro che starnazzare sull'aumento del prezzo del petrolio, al fine di convincere Mario Rossi che è quella la causa della “insufficiente ripresa” e, in ultima istanza, delle sue difficoltà economiche. Nella testa di Mario passa inoltre l'associazione che questo petrolio deve essere controllato nel prezzo e quindi bisogna che una qualche forma di truppaglia stia in quei deserti di araboni, magari non nella forma arrogante texana, ma nella forma benigna di una occupazione NATO sotto comando ONU, che è quanto fu deciso ab initio in qualche salotto londinese da una quindicina di persone.

Anche volendo tralasciare il fatto che i governi guadagnano dall'imposizione fiscale sui derivati del petrolio (paga Mario!) molto più di quanto ne ricavino i paesi produttori è un fatto che il prezzo del petrolio è a tutt'oggi molto basso. Vorrei ricordare a Mario che vive in un sistema in cui buoni acquisto governativi possono essere creati a dismisura dai governi a costo zero tramite stampa di carta moneta o registrazioni elettroniche su conto. Questo potere, affidato dai governi a delle agenzie in teoria controllate dai poteri pubblici, ma in realtà asservite agli interessi della solita quindicina di persone (chiamiamole Grandi Banchieri Internazionali) è stato in questi anni vistosamente usato.

Qualunque aggregato monetario Mario decida di scegliere (ahimè, in questi tempi oscuri non siamo d'accordo neppure su cosa sia la moneta), si accorgerà che esso è gonfiato vistosamente. Un effetto di questo rigonfiamento lo avrà potuto notare nella sequenza di bolle finanziarie che si sono succedute in questi anni (azioni, bond, immobili, di nuovo azioni). L'aumentata quantità della massa monetaria solo in parte è andata a caccia di asset reali (oro, argento, materie prime). In gran parte il Sistema è riuscito a palleggiare il Pallone di qua e di là e a evitare la catastrofica risultanza dell'iperinflazione monetaria. Il grafico qui sotto mostra i prezzo dell'oro e del petrolio durante gli ultimi 40 anni corretto per l'aumento del fraudolento indice dei prezzi al consumo negli USA.



(Grafico tratto dall'articolo "Gold Boiling in Oil 3", Adam Hamilton).

Perché l'oro torni al potere d'acquisto del 1980 bisogna aspettare che arrivi a più di 1600 $ (più di 4 volte il prezzo attuale) e il petrolio deve superare i 90 $. In aggiunta si consideri il fatto che il potere d'acquisto del dollaro è sceso parecchio ultimamente nei confronti di altre forme di buoni acquisto governativi (non moneta, mi raccomando, la moneta è solo una merce o una banconota convertibile in merce). Inoltre gli squilibri del debito pubblico, privato, esterno ed interno presenti negli USA non fanno ben sperare delle sorti del buono acquisto governativo detto dollaro.

Il reddito pro-capite in Arabia Saudita negli ultimi anni è sceso paurosamente ed è inoltre aumentata vistosamente la disoccupazione. Le sorti della Casa dei Saud sono affidate alla protezione militare statunitense: da qui l'arrendevolezza saudita a continuare a cedere preziosi barili di petrolio in cambio di buoni acquisto governativi a rischio di perdita completa di potere d'acquisto. A questo punto Mario si sarà accorto che il segreto del Big Picture è che al mondo non esiste libero mercato. Esiste un sistema di prezzi controllati manu militari e per via finanziaria inteso a vantaggio degli interessi particolari al cui servizio operano le banche centrali, che beneficiano del privilegio di primi prenditori e prestatori degli inflazionandi buoni acquisto governativi.

Una parvenza di competizione economica e libero mercato, all'interno dei paesi e internazionalmente, è mantenuta nei settori non strategici per i Banchieri al fine di provvedere quel tanto di produttività reale da sfruttare a loro profitto per il tramite dei mercati finanziari. Le elite fabiane d'Albione, dopo aver guardato con interesse al tentativo staliniano negli anni '30, lodato dall'alfiere Giovanni Mainardo Keynes, si sono convinte che, se si guasta completamente la struttura dell'economia di mercato, insieme al cavallo, muore anche il vampiro. Una certa quantità di libera impresa e divisione internazionale del lavoro deve essere mantenuta.

L'intera architettura complessa degli attuali sistemi monetari, con il loro corollario di banche centrali, manipolazione del mercato dei capitali, interventi fiscali governativi, creazione di debito pubblico fino ai più sofisticati strumenti derivati ad altro non serve che a tenere in vita i ceti produttivi di beni e servizi reali, utili e scarsi quel tanto che basta a tosargli il pelo non appena cresce. Qui da noi, nel cosiddetto Occidente, per ora ci provvedono di bastanti buoni acquisto e roba da acquistare per tirare avanti ancora un po'. Altrove non ci sono abbastanza provviste e per questo strillano tanto più di noi.

Fabio Gardel




http://www.usemlab.com/html/special/FG_04_05_25.htm



Rw1392 Inviato il: 28/5/2004, 23:08
Rw1392
Il potere del dollaro nero
Tratto da: «Il crollo economico del 2006-2007»

Di seguito ho riportato un modo diverso di vedere quello che sta accadendo a proposito del dollaro e dell’euro. Il più delle volte, il modo migliore per tentare di capire questioni di tipo monetario è di analizzarle più volte secondo diverse angolazioni.
Provate a seguire la spiegazione seguente, è semplice come un libretto degli assegni. È stata elaborata da un valente scrittore ambientalista australiano per fare comprendere a tutti la posizione dell’euro.

«Fate finta di essere sommersi dai debiti ma ogni giorno fate assegni per milioni di dollari che non avete: l’ennesima auto di lusso, una casa di vacanze sulla spiaggia, il giro attorno al mondo che avete sempre sognato.
I vostri assegni non dovrebbero valere niente ma continuano a permettervi di comperare cose perché i vostri assegni non arrivano mai in banca! Avete un accordo con i proprietari di una cosa che tutti vogliono, per esempio benzina o metano, e secondo quest’accordo loro sono tenuti ad accettare solo i vostri assegni come pagamento. Ciò significa che tutti devono fare incetta dei vostri assegni così possono usarli anche per comperare altre cose. Staccate un assegno per comperare un televisore, il proprietario del negozio scambia il vostro assegno con benzina o metano; quell’esercente lo usa per acquistare della verdura dal fruttivendolo, il fruttivendolo lo passa per comperare pane, il fornaio lo usa per comperare la farina e così di seguito, senza fermarsi, ma non ritorna mai alla banca.
Avete un debito nei libri contabili, ma finché l’assegno non arriva alla banca, non dovete pagare. In realtà, avete avuto il televisore per niente. Questa è la posizione di cui gli USA hanno goduto per oltre 30 anni: hanno sfruttato il commercio mondiale per tutto questo tempo. Hanno ricevuto un enorme sussidio da tutti quanti. Poiché il debito ha continuato a crescere, hanno dovuto emettere più soldi (staccare più assegni) per continuare a fare affari. Non c’è da stupirsi se è una potenza economica.
Finché un giorno, un benzinaio dice che accetterà anche gli assegni di qualcun altro; altri pensano che potrebbe essere una buona idea. Se la tendenza prende piede, non ci sarà più la corsa ai vostri assegni che fileranno dritti diritti in banca. Visto che in banca non avete abbastanza soldi per onorare tutti gli assegni, vi ritroverete immersi nei guai fino al collo!
I dollari emessi dagli Stati Uniti, gli “assegni” staccati, inizieranno a essere presentati per il pagamento, grattando via l’illusione di valore che li sosteneva. La situazione economica reale degli Stati Uniti naviga in acque profonde; sono la nazione più indebitata della terra, devono pagare circa 12.000 dollari per ogni singolo individuo dei suoi 280 milioni di uomini, donne e bambini. Si trovano in una posizione peggiore dell’Indonesia quando un paio di anni fa implose economicamente, o in quella più recente dell’Argentina».

Attenti alle manifestazioni di panico
A questo punto non ci vuole molta fantasia per capire che il petrolio quotato in euro è molto più pericoloso per gli Stati Uniti di tutte le armi di distruzione di massa magicamente svanite che, a quel che si dice, Saddam sarebbe stato sul punto di usare contro gli americani. Alla luce di questi fatti, molti europei sostengono animatamente che la “vera” ragione che ha spinto Bush a invadere l’Iraq è il petrolio. Chi può dire che si sbagliano? Bush, l’erede di una dinastia di petrolieri? Cheney, la cui ricchezza personale deriva dal petrolio?
Come non può essere per il petrolio? L’occupazione di Baghdad farà sì che l’Iraq ritorni a usare il dollaro. Un giunta irachena “democraticamente” formata e appoggiata dall’America permetterebbe
agli Stati Uniti di infischiarsene della produzione dell’OPEC e del cartello per i prezzi del petrolio. Poiché l’Iraq possiede la seconda riserva di petrolio del mondo ed è in grado, con ulteriori investimenti, di pompare circa 7 milioni di barili di petrolio al giorno, l’Iraq è secondo solo all’Arabia Saudita come bene immobiliare più prezioso del mondo. Gli Stati Uniti possono incrementare la produzione di petrolio dell’Iraq a livelli che vanno ben oltre le quote dell’OPEC e far scendere i prezzi a livello mondiale. Oppure, possono quotare i prezzi del petrolio in dollari e sostenere il valore del “petrodollaro” per molti anni a prescindere dall’euro.
Prima dell’invasione, la situazione in Iraq era la seguente: l’Iraq aveva iniziato a vendere petrolio in euro in novembre 2000 quando l’euro valeva circa 82 centesimi. All’epoca, questa decisione fu considerata un insolito atto di provocazione politica, ma in realtà fu un’astuta decisione finanziaria. Nel 2001, l’euro guadagnò circa il 25% sul dollaro. Per l’Iraq fu un vero e proprio guadagno finanziario.

L’Iran ha dato segni di voler adottare l’euro come valuta per le contrattazioni del suo petrolio e nel 2003 il Venezuela, un importante produttore di petrolio, sta adottando misure per passare alle quotazioni in euro. Molto probabilmente gli altri paesi dell’OPEC seguiranno lo stesso esempio. Alla conferenza dell’OPEC tenutasi in Spagna il 14 aprile 2002, i paesi membri hanno discusso della possibilità di quotare le varie qualità di greggio.
Il controllo degli Stati Uniti sul petrolio iracheno renderebbe vana qualsiasi azione dell’Iran e forse il Venezuela da solo non avrebbe abbastanza influenza sul resto del mondo. Ma se l’intera produzione dell’OPEC fosse quotata in euro, sul dollaro ci sarebbero forti pressioni. A meno che… A meno che la dinastia saudita, che a quanto si dice possiede azioni statunitensi per un valore di circa mille miliardi di dollari e le riserve di petrolio più grandi del mondo, mantenga i suoi prezzi in dollari insieme all’Iraq.
È questo che ha in mente la Fazione imperiale? È questo che in realtà aveva in mente Osama bin Laden? L’Arabia Saudita, allora, è l’obiettivo finale di al-Qaeda, movimento in gran parte controllato dai radicali sauditi?
In maggio 2004, l’Unione Europea si allargherà ad altri 10 paesi. In quel momento, l’Unione consumerà circa il 33 percento in più di petrolio degli Stati Uniti. Al fine di stabilire rapporti commerciali reciproci, gli europei potrebbero esercitare sempre maggiori pressioni sull’OPEC per commerciare in euro.
Visto che l’area euro sarà il maggiore cliente dell’OPEC con la valuta più stabile e più apprezzata del mondo, molte delle nazioni dell’OPEC troveranno la proposta allettante. Se l’OPEC, o anche solo alcuni dei paesi membri, dovessero passare all’euro per le transazioni petrolifere, ci sarebbe un cambiamento alquanto veloce dei valori relativi del dollaro e dell’euro, a prescindere dagli eventi che si sono verificati da allora ad adesso.
Se la Fazione imperiale dovesse lasciarsi sfuggire dalle mani il controllo sul petrolio saudita e iracheno, cosa altamente possibile, prima o poi il dollaro crollerebbe. In sostanza, le nazioni consumatrici di petrolio eliminerebbero pian piano i dollari dalle riserve della banca centrale per sostituirli con gli euro. Secondo alcuni analisti il dollaro potrebbe subire un ribasso anche del 40 percento in un anno se tutti i paesi dell’OPEC decidessero contemporaneamente di quotare i prezzi in euro.

(FOL e "si schianta tutto-topic")
Rw1392
CITAZIONE(pacales @ 25/5/2004, 14:40)
ho provato ad inserire un grafo del dark da fantaborsa, ma non ci son riuscito.....
semmai metto l'indirizzo...
ci sono anche alcune ottime valutazioni del ottimo dark

ora pero' scappo al lavoro....

:174.gif: Buongiorno new forum, buongiorno forum, ma soprattutto buongiorno realta'. smile.gif Dico giusto tongue.gif ? :174.gif:


Mi sono perfino fatto la barba :fischio:
Nei prossimi otto giorni ... :woot: :frusta: :woot: :frusta: :woot: :frusta:


.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.



La "politica" di "presentare" colleghi stimati , quotandoli e citandoli mi sembra la migliore. Se hai idee in proposito faccele sapere. Chiaro che se intervengono direttamente, quando desiderano... :help: :B): :D
fanno bingo ... wink.gif


Io ho iniziato con mare, poi ho presentato celeron, e ancora ho appena iniziato con Il giamasetti (arezzotrade)...
che adesso si e' messo sotto a studiare, per affrontare gli esami ...leggo tongue.gif


buongiorno Paolo, grazie del Mp...



Rw1392 Inviato il: 29/5/2004, 09:49
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ 29/5/2004, 09:25)
Il potere del dollaro nero
Tratto da: «Il crollo economico del 2006-2007»

Attenti alle manifestazioni di panico

A questo punto non ci vuole molta fantasia per capire che il petrolio quotato in euro è molto più pericoloso per gli Stati Uniti di tutte le armi di distruzione di massa magicamente svanite che, a quel che si dice, Saddam sarebbe stato sul punto di usare contro gli americani. Alla luce di questi fatti, molti europei sostengono animatamente che la “vera” ragione che ha spinto Bush a invadere l’Iraq è il petrolio. Chi può dire che si sbagliano? Bush, l’erede di una dinastia di petrolieri? Cheney, la cui ricchezza personale deriva dal petrolio?
Come non può essere per il petrolio? L’occupazione di Baghdad farà sì che l’Iraq ritorni a usare il dollaro. Un giunta irachena “democraticamente” formata e appoggiata dall’America permetterebbe
agli Stati Uniti di infischiarsene della produzione dell’OPEC e del cartello per i prezzi del petrolio. Poiché l’Iraq possiede la seconda riserva di petrolio del mondo ed è in grado, con ulteriori investimenti, di pompare circa 7 milioni di barili di petrolio al giorno, l’Iraq è secondo solo all’Arabia Saudita come bene immobiliare più prezioso del mondo. Gli Stati Uniti possono incrementare la produzione di petrolio dell’Iraq a livelli che vanno ben oltre le quote dell’OPEC e far scendere i prezzi a livello mondiale. Oppure, possono quotare i prezzi del petrolio in dollari e sostenere il valore del “petrodollaro” per molti anni a prescindere dall’euro.

L’Iran ha dato segni di voler adottare l’euro come valuta per le contrattazioni del suo petrolio e nel 2003 il Venezuela, un importante produttore di petrolio, sta adottando misure per passare alle quotazioni in euro. Molto probabilmente gli altri paesi dell’OPEC seguiranno lo stesso esempio. Alla conferenza dell’OPEC tenutasi in Spagna il 14 aprile 2002, i paesi membri hanno discusso della possibilità di quotare le varie qualità di greggio.
Il controllo degli Stati Uniti sul petrolio iracheno renderebbe vana qualsiasi azione dell’Iran e forse il Venezuela da solo non avrebbe abbastanza influenza sul resto del mondo. Ma se l’intera produzione dell’OPEC fosse quotata in euro, sul dollaro ci sarebbero forti pressioni.

A meno che… A meno che ...

Rw1392


7759 Messaggi
Scritto il - 16/05/2004 : 14:06:55
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Iraq, ecco a voi i vincitori!
di Tom Lough, tratto da "CENSURA. Le notizie piu' censurate nel 2003"

Lynne Cheney: moglie del Vice Presidente. La Cheney presiede il consiglio d'amministrazione della Lockheed Martin, che produce missili cruise e possiede attualmente un sistema satellitare militare da 800 milioni di dollari di supporto alle truppe in Iraq...
John Bolton: uno dei principali artefici della politica di Bush sull'Iraq, ha lavorato con Bush Senior e Reagan al Dipartimento di Stato, al Dipartimento di Giustizia, all'Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (USAID), e attualmente e' sottosegretario per il controllo sugli armamenti e la sicurezza internazionale. E' un membro del Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA), un gruppo di destra che pone Israele e la sua sicurezza al centro della politica estera statunitense, e del Progetto per il Nuovo Secolo Americano (PNAC). E' inoltre il vice presidente dell'American Enterprise Institute (AEI). I suoi interessi economici sono legati a compagnie petrolifere e di armamenti e alla JP Morgan Chase, come George Shultz. Si dice sia convinto dell'inevitabilita' dell'Apocalisse.

Ahmed Chalabi: capo del Congresso Nazionale Iracheno con base a Londra. E' sostenuto da Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld, Richard Perle, Douglas Feith e il JINSA, e ha legami con l'American Enterprise Institute (AEI). Wolfowitz e Rumsfeld hanno fatto pressioni affinché Chalabi fosse il leader provvisorio nel dopoguerra in Iraq. Condannato in contumacia in Giordania per essere coinvolto in un enorme scandalo di appropriazione indebita, Chalabi ha ricevuto 12 milioni di dollari da Washington dopo la prima Guerra del Golfo. In Iraq lavorera' al fianco di Robert Reilly, intimo amico e socio in affari.

Dick Cheney: segretario della difesa sotto George H.W. Bush, fino all'inizio del 1993. Attualmente Vice Presidente, Cheney e' un membro fondatore del PNAC ed e' stato membro del consiglio direttivo del JINSA; ha sostenuto l'attuazione del cambio di regime in Iraq per oltre un decennio. E' stato presidente e amministratore delegato della compagnia petrolifera Halliburton. L'affiliata dell'Halliburton, la Kellogg Brown & Root (KBR), si e' assicurata contratti per il valore di 7 miliardi di dollari dall'U.S. Army Corp of Engineers per il recupero dei pozzi petroliferi iracheni in fiamme. E' un membro del consiglio di amministrazione dell'American Enterprise Institute e ha contatti con la Chevron, per la quale ha condotto le trattative per la costruzione di un oleodotto nel Mar Caspio.

Douglas J. Feith: sottosegretario al Pentagono. Feith seleziona i membri del Defense Policy Board e fa parte del consiglio d'amministrazione del JINSA. In qualita' di avvocato, ha rappresentato la Northrop Grumman. Feith e' un infervorato difensore di Israele e un entusiasta sostenitore di Chalabi.

Zalmay Khalilzad: di origine afghana, e' l'inviato speciale di George W. Bush in Afghanistan e in Iraq, ed e' coinvolto in grossi interessi petroliferi. Scrisse un articolo su Saddam Hussein, dal titolo "Overthrow Him" (Rovesciamolo, NdT) insieme a Paul Wolfowitz, suo ex superiore. Consulente per la compagnia petrolifera Unocal, ha esercitato pressioni per la costruzione di un gasdotto di gas naturale in Afghanistan durante il regime talebano, e ha lavorato per Condoleezza Rice quando era direttrice della Chevron. E' inoltre un forte alleato di George Shultz. E' un ex collaboratore della RAND Corporation e socio fondatore del PNAC.

Lewis Libby: direttore del personale di Cheney. Libby era al Dipartimento della Difesa di George H.W. Bush; amico intimo di Paul Wolfowitz; socio fondatore del PNAC; membro del consiglio di amministrazione della RAND Corporation, che ha sottoscritto numerosi contratti con il Pentagono. Libby e' proprietario di azioni di compagnie di armamenti e ha interessi in diverse compagnie petrolifere; consulente per la Northrop Grumman, che esercita una certa influenza sul Defense Policy Board (DPB), considerato la mente del Pentagono. La Rand Corporation ha appalti per la difesa per 83 milioni di dollari.

Andrew Natsios: capo dell'USAID, il dipartimento che assegna i contratti per la ricostruzione dell'Iraq, presso il quale solo le compagnie Usa possono presentare le offerte di appalti. Natsios e' un tenente colonnello in pensione della prima Guerra del Golfo. Come amministratore delegato della Massachusetts Turnpike Authority, ha diretto il progetto per la costruzione di un tratto di autostrada di cinque chilometri a Boston, sovvenzionato dalla Bechtel, superando di 10 miliardi i costi previsti, con il maggiore incremento di budget avvenuto proprio durante il suo incarico.

Richard Perle: membro chiave del JINSA e importante esponente dell'American Enterprise Institute (AEI). Insieme a James Woolsey, presiede la Foundation for the Defense of Democracies. Perle e' stato presidente del Defense Policy Board dal quale ha dato le dimissioni in seguito allo scandalo per il conflitto d'interesse relativo alle sue connessioni imprenditoriali, ma fa tuttora parte dell'ente. Perle ha offerto consulenze per i clienti della Goldman Sachs, una societa' d'investimento, sulle opportunita' d'investimento nel dopoguerra in Iraq. E' inoltre un dirigente della Autonomy Corp., un' azienda di software che ha molti clienti al Pentagono. L'Autonomy prevede un forte aumento dei suoi profitti dopo la fine della guerra in Iraq.

Robert Reilly: ex direttore di Voice of America, un'emittente radiofonica pro-Usa. A Reilly e' stata affidata la riorganizzazione delle radio, delle televisioni e dei giornali iracheni. Ha gia' avviato Radio Free Iraq, usando i trasmettitori installati in Medio Oriente per le operazioni psicologiche militari. E' anche coinvolto nella creazione di un network in Medio Oriente. L'avvio di un'emittente TV satellitare da 62 milioni di dollari e' previsto per la fine dell'anno. E' amico intimo e socio in affari di Ahmed Chalabi.

Condoleezza Rice: consigliere per la sicurezza nazionale di Cheney. La Rice e' stata direttrice della Chevron fino al 2001 e una petroliera porta il suo nome. Durante il suo incarico, l'amministratore delegato della Chevron Kenneth Derr una volta disse: "L'Iraq possiede vaste riserve di petrolio e gas che vorrei la Chevron potesse sfruttare."

Donald Rumsfeld: segretario della difesa sotto George W. Bush. Rumsfeld e' socio fondatore del PNAC. E' tra gli uomini con le piu' forti conoscenze politiche in America, e pianificatore dell'invasione dell'Iraq. Ogni dettaglio sulla ricostruzione del dopoguerra deve essere discusso con Rumsfeld. Come inviato speciale di Ronald Reagan in Iraq negli anni ‘80, durante la guerra tra Iran e Iraq, ha incontrato Saddam Hussein per discutere della costruzione di un oleodotto per conto della Bechtel, mentre l'Iraq e l'Iran usavano gas asfissianti l'uno contro l'altro. Rumsfeld lavorava allora per il segretario di stato di Reagan, George Shultz, che divenne vice presidente della Bechtel, attualmente uno dei principali concorrenti che vogliono assicurarsi gli appalti del governo Usa per la ricostruzione dell'Iraq.

George Shultz: segretario di stato sotto Richard Nixon, consigliere per la campagna presidenziale di George W. Bush, e membro del consiglio direttivo della Bechtel. Shultz e' una delle menti chiave dell'amministrazione Bush per la gestione del dopoguerra in Iraq e presidente del consiglio internazionale della JP Morgan Chase, il gruppo bancario in cui Lewis Libby detiene forti investimenti. La Morgan Chase finanzio' il regime di Saddam con 500 milioni di dollari nel 1983. Shultz e' un membro del Comitato per la Liberazione dell'Iraq e un mecenate dell'American Enterprise Institute (AEI).

Paul Wolfowitz: vice segretario della difesa di Donald Rumsfeld. Wolfowitz e' il principale ideologo dell'Amministrazione Bush e l'architetto chiave della ricostruzione nel dopoguerra in Iraq. E' uno dei membri principali del gruppo neoconservatore PNAC, che sosteneva il cambio di regime in Iraq gia' prima della nomina di George W. Bush. Wolfowitz e' inoltre un membro chiave del JINSA.

R. James Woolsey: vecchio sostenitore della guerra in Iraq, membro del PNAC e del JINSA e ex direttore della CIA sotto Bill Clinton (1993-95). Woolsey potrebbe divenire il ministro dell'informazione nel governo provvisorio iracheno nel dopoguerra. Presiede la Foundation for the Defense of Democracies, insieme a Richard Perle. I suoi interessi economici sono legati alla British Aerospace, la Titan Corporation, e la DynCorp. Ha dichiarato, "solo la paura ristabilira' il rispetto degli arabi verso di noi; abbiamo bisogno di un piccolo Machiavelli."

Bechtel Inc.: quasi certamente si aggiudichera' appalti per 900 milioni di dollari. Il giro di affari per la ricostruzione dell'Iraq potrebbe ammontare a 100 miliardi. La Bechtel ha donato 1 milione e trecentomila dollari ai fondi per le campagne politiche sin dal 1999, la maggior parte dei quali sono andati al Partito Repubblicano. George Shultz e' un ex amministratore delegato della Bechtel e fa ancora parte del consiglio di amministrazione. Un altro repubblicano connesso alla compagnia e' l'ex segretario della difesa di Reagan, Caspar Weinberger. Jack Sheehan, generale del Corpo dei Marine in pensione, e' il vice presidente senior, e presiede l'ente influente del Pentagono, il Defense Policy Board. Nel 1980, la Bechtel propose la costruzione di un oleodotto attraverso l'Iraq, incaricando Donald Rumsfeld come intermediario. Inoltre, Rumsfeld, durante il suo incarico al Dipartimento di Stato sotto Reagan (con George Shultz, come segretario di stato, successivamente vice direttore della Bechtel), tratto' con Saddam Hussein per conto della Bechtel per la costruzione dell'oleodotto. La Bechtel ha costruito Camp X-Ray di Guantanamo, per la detenzione a tempo indeterminato dei sospetti membri di al Qaeda, per 16 milioni di dollari.

Booz Allen Hamilton: agenzia di consulenza, che ha vinto un contratto per sviluppare un modello computerizzato sulla societa' irachena nel dopoguerra della prima Guerra del Golfo. La Booz Allen ha inoltre legami con James Woolsey e con il Defense Policy Board.

DynCorp: connessa all'ex direttore della CIA James Woolsey. Fornisce servizi di sicurezza nei luoghi di crisi internazionale in cui l'America ha intrapreso il ruolo di poliziotto. La DynCorp corrisponde alle inclinazioni intellettuali di Woolsey: insieme a Richard Perle, presiede la Foundation for the Defense of Democracy, un'organizzazione a sostegno dell'esercito. La DynCorp fornisce le guardie del corpo a Hamid Kharzai, il Presidente afghano, e ha installato un servizio di sicurezza in Bosnia. La DynCorp e' stata denunciata per violazioni dei diritti umani in Bosnia, per disastri ambientali in Ecuador e per frode in America.

Fluor Corp: ha donato 275.000 dollari ai Repubblicani e 3.500 dollari direttamente a George W. Bush. La Fluor Corp. ha legami con funzionari dei servizi segreti e di societa' di appalti per la difesa, tra i quali Kenneth J. Oscar, ex segretario per l'esercito, e Bobby R. Inman, ammiraglio in pensione, ex direttore della NSA e vice direttore della CIA.

Halliburton: gigante petrolifero una volta diretto da Dick Cheney. Cheney lascio' la compagnia con una liquidazione di circa 30 milioni di dollari. Ha ricevuto pagamenti posticipati di 180.000 dollari all'anno durante il suo incarico di vice presidente. L'affiliata della Halliburton, la Kellogg Brown & Root (KBR), e' stata la prima compagnia ad aggiudicarsi un contratto dal Pentagono per la ricostruzione in Iraq, per chiudere i pozzi petroliferi incendiati. Il contratto si aggira sui 500 milioni di dollari ed e' stato assegnato dall'Army Corps of Engineers senza nessuna gara d'appalto. La KBR e' inoltre uno dei due appaltatori scelti dalla Defense Threat Reduction Agency per provvedere all'eliminazione delle armi di distruzione di massa, qualora venissero trovate. Dal 1999, la Halliburton ha devoluto il 95 percento, ovvero circa 700.000 dollari, dei suoi contributi elettorali al Partito Repubblicano, e circa 18.000 dollari a George W. Bush.

International Resources Group (IRG): compagnia di Washington che ha vinto una gara d'appalto per 70 milioni di dollari, per avviare il programma di aiuti umanitari in Iraq. Ovviamente, l'operazione richiede la stretta collaborazione con l'USAID, l'ente che assegna gli appalti. Quattro dei vice presidenti dell'IRG hanno avuto incarichi di rilievo all'USAID e 24 su 48 dei suoi addetti tecnici hanno lavorato per l'USAID.

Lucent Technologies: il deputato californiano Darell Issa chiede che a compagnie come la Lucent Technologies e la Qualcomm venga affidata la ricostruzione degli obsoleti sistemi di telecomunicazione iracheni, un giro d'affari pari a circa 1 miliardo di dollari. Il sottosegretario al Pentagono Douglas Feith ha investito fino a 500.000 dollari nella Lucent, e il capo del personale di Dick Cheney, Lewis Libby, possiede azioni della Qualcomm.

Northrop Grumman: uno dei principali vincitori di appalti in seguito agli aumenti di budget per la difesa voluti da Bush. Ha vinto gare di appalti per 8 miliardi e cinquecento milioni di dollari durante il 2002. Ha legami con l'AEI e i falchi dell'amministrazione Bush. La compagnia ha previsto una fusione con la Lockheed Martin, un altro gigante della difesa, del cui consiglio di amministrazione fa parte la moglie di Dick Cheney.

Parsons Corp.: ha donato 152.000 dollari al Partito Repubblicano e a George W. Bush. Ha collaborato alla ricostruzione in Kosovo e in Bosnia e ha costruito la "citta' militare" saudita di Yanbu. Il segretario del lavoro di Bush, Elaine Chao, era membro nel consiglio di amministrazione prima di andare al governo. Ha la possibilita' di aggiudicarsi appalti di ricostruzione per 900 milioni di dollari e collabora con la Halliburton. Il marito della Chao, il capogruppo di maggioranza Mitch McConnell, ha legami con la compagnia di appalti per la difesa Northrop Grumman. Ha ricevuto inoltre contributi, tra gli altri, dalla Halliburton e dal produttore di armi Lockheed Martin.

Raytheon Corp.: scelta dalla Defense Threat Reduction Agency, insieme alla KBR della Halliburton, per l'eliminazione delle armi di distruzione di massa, qualora venissero trovate. La Raytheon, insieme alla Lockheed Martin, partecipa alla costruzione dei missili Patriot.

Steve Doring Services of America (SSA): importante compagnia portuale di Seattle che ha vinto la prima gara di appalti dell'USAID per la ricostruzione in Iraq, un contratto di quasi cinque milioni di dollari per la gestione del porto strategico iracheno di Umm Qasr. Nota per le sue battaglie contro i sindacati, ha un volume d'affari di 1 miliardo di dollari all'anno, e il suo presidente, John Hemmingway, ha offerto personalmente contributi ai candidati repubblicani.

Generale Jerry Bates: ha condotto operazioni logistiche e di supporto nel dopoguerra iracheno. Bates partecipo' all'intervento militare a Haiti. E' il vice presidente senior del National Group, un ramo del MPRI (Military Professionals Resources Inc.).



Fonte: Topic "Terrorismo georeligioso. Geopolitica. I nuovi muri " WSI

Rw1392 Inviato il: 29/5/2004, 09:59
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ 30/5/2004, 13:33)
CITAZIONE(rosio @ 19/5/2004, 23:36)
lo spazio dei maitres a penser

Tassi mid-market dal vivo al 2004.05.30 09:52:50 GMT.


1,00 EUR Euro = 4,59223 SAR Arabia Saudita Riyals


1 EUR = 4,59223 SAR . 1 SAR = 0,217759 EUR




:nuvola:

FOREIGN SECRETARY CONDEMNS ATTACKS IN AL KHOBAR, SAUDI ARABIA (29/05/04)


'I am appalled by the attacks in Al Khobar, Saudi Arabia this morning and strongly condemn these acts of terrorism. I want to extend my condolences to the families of all the victims of these terrible attacks. The United Kingdom stands with the Government and people of Saudi Arabia in their fight against terrorism.

'Our Ambassador is travelling to Al Khobar. British officials in Al Khobar are also in close touch with the British community and the Saudi authorities.'









BRITON KILLED IN AL KHOBAR ATTACK, SAUDI ARABIA (30/05/04)


Foreign Office statement:

'We can now confirm that a British national, Mr Michael Hamilton, was killed in yesterday's attack in Al Khobar.'




Rw1392 Inviato il: 30/5/2004, 20:42
Rw1392
CITAZIONE(rosio @ 19/5/2004, 23:36)
lo spazio dei maitres a penser



Tassi mid-market dal vivo al 2004.05.30 09:52:50 GMT.



1,00 EUR Euro = 4,59223 SAR Arabia Saudita Riyals

1 EUR = 4,59223 SAR . 1 SAR = 0,217759 EUR




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Live mid-market rates as of 2004.05.30 18:55:50 GMT.



1.00 USD United States Dollars = 3.74999 SAR Saudi Arabia Riyals

1 USD = 3.74999 SAR , 1 SAR = 0.266667 USD


Rw1392 Inviato il: 30/5/2004, 13:33
Rw1392
ag1953 Inviato il: 30/5/2004, 23:20


Domenica 30 Maggio 2004, 19:21


Arabia: anche italiano tra ostaggi uccisi da militanti


MILANO/KHOBAR, Arabia Saudita (Reuters) - C'è anche un italiano tra gli almeno 22 civili uccisi a Khobar in Arabia Saudita, dove un blitz delle forze locali nel complesso residenziale "Oasis" oggi ha messo fine all'attacco nel centro petrolifero scatenato ieri da sospetti militanti di al Qaeda.


Lo hanno riferito la Farnesina e fonti della sicurezza locali.


L'uomo figura tra le 22 persone -- tra i quali anche uno svedese e un giapponese, secondo stime del ministero dell'Interno saudita -- che hanno perso la vita nel sanguinoso e lungo assalto, rivendicato da presunti militanti di al Qaeda in messaggi apparsi su alcuni siti Internet.


Antonio Amato, 35 anni, di Varcaturo, comune di Giugliano (Napoli), lavorava come cuoco nel complesso petrolifero dove si trovava da poche settimane.


"L'ambasciata d'Italia in Arabia Saudita ... ha avuto oggi notizia della morte di un cittadino italiano nell'attacco terroristico perpetrato contro il complesso residenziale Oasis", ha detto in una nota il ministero degli Esteri. "Svolgeva mansioni di cuoco nel residence e non era registrato presso l'ambasciata".


Amato viveva con la famiglia, un fratello e una sorella, e non contattava i familiari dal 28 maggio scorso, hanno riferito fonti investigative a Napoli.


Le dinamiche dell'uccisione non sono state ancora rese note. Fino a ieri fonti diplomatiche avevano escluso la morte di italiani.


Amato, ha scritto inoltre la Farnesina, non si era registrato presso l'ambasciata italiana a Riad. Ragione quest'ultima, sostiene il governo, dell'impossibiltà di confermare prima le voci circolate già ieri, ma poi smentite, della possibile morte di un italiano. L'opposizione invece insorge, e il presidente dei Ds alla Camera Luciano Violante chiede al ministro degli Esteri Franco Frattini di riferire in Parlamento sulla vicenda.


Fino al pomeriggio di ieri, ha aggiunto la Farnesina, un dirigente saudita del complesso residenziale aveva assicurato a uno dei responsabili della comunità italiana in Arabia Saudita che gli risultava che Amato stesse bene.


Oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a margine di una cerimonia a Pratica di Mare, dopo aver ribadito l'impegno del governo nella "lotta al terrorismo", ha detto che la Farnesina non poteva dare prima notizie dell'italiano se questi non si era registrato all'ambasciata a Riad.


"Siccome l'ostaggio italiano non aveva ancora registrato la sua presenza all'ambasciata italiana, la Farnesina non poteva far altro che rendere note le uniche informazioni in suo possesso", ha dichiarato Berlusconi, secondo quanto confermato dal suo portavoce.


AL QAEDA: 2004 ANNO SANGUINOSO PER GLI "INFEDELI"


Altri nove corpi sono stati trovati nel centro residenziale dopo il blitz, hanno poi detto fonti della sicurezza, alzando a più di 20 il numero dei morti dopo circa 25 ore drammatiche di stallo. Sarebbero invece 25 i feriti nell'attacco, secondo il ministero dell'Interno saudita, mentre altri ostaggi sono stati liberati dalle forze saudite.


"Nove corpi sono stati trovati nei locali dell'edificio dove si trovavano gli ostaggi al momento dell'irrusione delle forze di sicurezza saudite", ha detto a Reuters Jamal Khashoggi. "Credo che le forze di sicurezza siano entrate nell'edificio quando (i militanti) hanno iniziato a uccidere gli ostaggi", ha detto, rispondendo che i corpi erano "differenti" da quelli delle persone uccise prima.


Secondo una nota diffusa dal ministro dell'Interno saudita, tre dei quattro militanti, considerati collegati ad al Qaeda, che avevano catturato gli ostaggi, sarebbero riusciti a sfuggire al blitz, mentre è stato catturato il loro capo, da tempo ricercato.


Un comunicato a firma "rete Al Qaeda nella Penisola arabica" diffuso da un sito Internet islamico ha rivendicato l'uccisione di un italiano e di uno svedese. "In uno degli hotel, i mujahidin hanno preso in ostaggio diversi occidentali e li hanno uccisi, compreso un italiano e uno svedese che sono stati assassinati", ha detto il comunicato.


In un altro audiomessaggio diffuso dallo stesso sito, un uomo che ha detto di chiamarsi Abdulaziz al-Muqrin, ha riferito che è stato ucciso anche un giapponese e ha minacciato che il 2004 "sarà sanguinoso e miserevole per gli infedeli".


AMBASCIATORE SANGUINI: SONO ADDOLORATO E RABBIOSO


L'uccisione di Amato ha suscitato sdegno nell'ambasciatore italiano a Riad, Armando Sanguini.


"Sono addolorato, e rabbioso... sono letteralmente sconvolto e furioso. Questi terroristi sono delle bestie che devono essere abbattute senza pietà", ha detto l'ambasciatore in un'intervista a SkyTg24.


Fonti diplomatiche dall'ambasciata hanno detto oggi a Reuters che "non ci sono altri italiani coinvolti".


Il ministro degli Esteri Franco Frattini, scrive ancora la nota, "ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima e ha ribadito stamane a nome del governo italiano la più ferma condanna del terrorismo, che colpisce indistintamente l'Occidente e i paesi arabi in una spirale di violenza insensata".


I mercati petroliferi temevano un possibile attacco di militanti in Arabia Saudita, il più grande esportatore del mondo di greggio e ci si aspetta che i prezzi salgano oltre i 40 dollari al barile quando i mercati riapriranno martedì.
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ Tuesday, 1 Jun 2004, 20:25)
17:24 Petrolio tocca quota 42 dollari a New York
.. ..
Non si arresta la corsa del prezzo del greggio che a New York tocca quota 42 dollari al barile, nuovo massimo storico, al New York Mercantile Exchange, con il contratto consegna Luglio in rialzo di oltre 5 punti percentuali. Il nuovo rialzo è motivato con i recenti fatti di violenza registrati nel Medio Oriente e con l'incertezza circa le decisioni che verranno prese nella prossima riunione dell'Opec in agenda giovedì prossimo.




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E' dal 25 maggio che avevamo iniziato a discutere di "Prezzo del petrolio"
Oltre che a scambiarci qualche link, avevamo avviato a lavorare su una doppia ipotesi di andamento futuro del mercato del greggio.
Ritorno in area 20 4 , o strappo rialzista, con un "aggravamento della quadro/situazione geopolitica in atto " ?

Sui grafici e' possibile fare un buon lavoro, senza essere frenetici.
In generale, parlando di materie prime / petrolio e' bene avere una idea di base,
sui consumi e sui bisogni, oltre che sulla produzione e sulle scorte.
Il dibattito e' aperto.

http://www.fdca.it/petrolioSP.htm
Rw1392
billy Inviato il: Thursday, 3 Jun 2004, 17:26






forse non tutti lo sanno..ma a questo link..ove si va generalmente a guardare i futures...si trova pure la quotazione del brent....sul basso...
http://www.borsatrading.it/n-tv/
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ Wednesday, 2 Jun 2004, 10:35)
rosio Inviato il: 28/5/2004, 18:56

da "la repubblica.it" 28/05

Milano. Si profila un compromesso tra i 'falchi' e 'le colombe' dell'Opec in vista del prossimo meeting di Beirut del 3 giugno:

14:14 OPEC: produzione aumenta di 2 milioni di barili al giorno
.. ..
I ministri dell'Opec hanno deciso di incrementare la produzione di greggio di 2 milioni di barili al giorno (+8,5%) programmando un ulteriore aumento di 500.000 barili al giorno nel mese di agosto. La decisione rappresenta un compromesso tra le posizioni dell'Arabia Saudita, che premeva per un aumento di 2,5 mln barili, e di altre paesi contrari a tale aumento
Rw1392
Report by International Energy Agency "Analysis of the Impact of High Oil Prices on the Global Economy"


15 paginette, con tanto di conclusioni finali. Io a quest'ora non me lo leggo.
Per chi desidera cimentarsi, e' qua disponibile.

http://www.iea.org/Textbase/Papers/2004/High_Oil_Prices.pdf


...
billy
Si intensifica la frenata del prezzo del petrolio
(6/4/2004 4:24:16 PM)

Inversione di tendenza per il secondo giorno consecutivo per il prezzo del greggio, con il future sul crude per luglio attualmente a 38,85 dollari al barile. Il movimento al ribasso cominciato ieri è frutto della decisione Opec di incrementare la produzione di due milioni di barili al giorno a partire dall'1 luglio (con ulteriori 500mila barili da agosto) e dei dati Eia che hanno riportato una crescita di 1,3 milioni di barili delle scorte settimanali di petrolio negli Stati Uniti.
Rw1392
12:41 Brent: continua la discesa del prezzo del greggio

.. .. FOL


Prezzi del petrolio in flessione sui mercati europei che continuano a beneficiare della decisione presa settimana scorsa dai membri dell'Opec di aumentare la produzione nonostante la perdurante crisi nei paesi del Medio Oriente.



Il Brent a Londra registra una flessione pari allo 0,6% in area 35,45 dollari a barile, contro i 35,67 dollari indicati in chiusura venerdì scorso.
rosio
Crude futures lower, holds at one-month low By Myra P. Saefong
SAN FRANCISCO (CBS.MW) -- July crude is down 24 cents at $38.25 per barrel in early trading on the New York Mercantile Exchange. "OPEC members are already talking about meeting in July to reverse their decision to pump more oil if prices drop much further," said Kevin Kerr, editor of the Kwest Market Edge newsletter. "But there may be a bigger problem looming," he said, pointing out that workers in Saudi Arabia are streaming out of the country for fear of terrorist attacks. "The oil facilities are losing key workers and this could impede any production increase," Kerr said. July unleaded gas is up 0.1 percent at $1.179 per gallon and July heating oil is down 0.5 percent at 97.75 cents per gallon.
Rw1392
TIC Inviato il: Tuesday, 8 Jun 2004, 13:56



MILANO (MF-DJ)--Accelerano al rialzo le quotazioni del greggio all'International Petroleum Exchange, dove il Brent si porta a 36,37 dollari/barile (+1,14% rispetto alla chiusura di ieri). L'attenzione del mercato e degli analisti e' sempre piu' rivolta verso quelle che saranno le parole di Alan Greenspan, che nel corso del suo intervento alla conferenza internazionale di politica monetaria potrebbe fornire maggiori indicazioni sul legame tra le scelte della Fed (30 giugno) e il prezzo del petrolio. frc (END) Dow Jones Newswires June 08, 2004 07:33 ET (11:33 GMT)
ag1953
ASCA-MktNews) - New York, 8 giu - Nonostante la recente
decisione dell'Opec di aumentare la produzione di greggio sia
''benvenuta'' e ''stia gia' avendo un effetto positivo sul
mercato'', i prezzi ''dovrebbero attestarsi sotto i 30
dollari e non sotto i 40 dollari''. Lo ha sostenuto il
segretario al Tesoro Usa, John Snow, rispondendo alle domande
dopo il suo intervento ad un convegno organizzato a New York
dalla rivista Money.
Secondo Snow, i prezzi del petrolio sono sotto pressione
per la rapida crescita delle economie mondiali e per quello
che chiama ''il premio legato al rischio Iraq e di tutto il
Medio Oriente''.
kursor
per me rimarrà intorno ai 35 dollari.........
è da tener presente che anche se valeva poco piu' di 42 dollari come pochi giorni fa, il dollaro che ora vale mediamente 1.217 si è svalutato del 30% rispetto all'euro percui è come se valesse quasi 30 dollari relativamente a quei prezzi.
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ Friday, 4 Jun 2004, 04:18)
Report by International Energy Agency "Analysis of the Impact of High Oil Prices on the Global Economy"



Per chi desidera cimentarsi, e' qua disponibile.


...

Ciao Dante. wink.gif







http://www.eia.doe.gov/emeu/steo/pub/contents.html


...
billy
Petrolio
L'Associazione Internazionale dell'Energia ha detto che la domanda di petrolio è sui massimi degli ultimi 24 anni ma ha anche aggiunto che le nazioni esportatrici di greggio stanno riuscendo a reintegrare le scorte. (The Wall Street Journal Europe p 4)
rosio
Articolo interessante ed attuale ...

NEW YORK (CNN/Money) - Fed officials have put on their inflation-hawk suits, consumers are digging out their 'Whip Inflation Now' buttons from the '70s and U.S. markets are shuddering at the prospect of higher interest rates.

And yet prices for commodities such as copper, soybeans and cotton, which fueled Wall Street inflation worries at the beginning of the year, have cooled off. Could they be signaling that inflation is going to be milder than many expect, giving the Fed room to be "measured" in raising rates?

Beginning last year, strong demand for raw materials in China, the United States and elsewhere drove commodity prices through the roof, to multi-decade highs in many cases, and helped fuel some of Wall Street's fears that inflation was about to make an unwelcome return.

But since peaking in early April, the Commodity Research Bureau's broad commodities index has fallen 5 percent, while gold futures on the New York Mercantile Exchange have fallen more than 10 percent.

Copper peaked earlier, on March 1, and has since dropped more than 15 percent. Soybean prices are down about 18 percent since peaking in late March. Cotton prices have fallen some 9 percent since their early May top.

Some analysts believe the lower prices are here to stay, saying some of the earlier gains were a little bubblicious, driven by some trader speculation that's since been squashed.

Meanwhile, the U.S. dollar has strengthened and in the process it has driven commodity prices lower by increasing the amount of stuff a dollar can buy. And the Chinese government has apparently succeeded in tapping the brakes on its economy's mammoth growth, cooling global demand somewhat.

Cooling commodities
Decline since peak in some key commodity prices

Commodity/index Date of peak Decline since peak
CRB index April 8 5%
Copper March 1 15%
Gold April 1 10%
Cotton May 13 9%
Soybeans March 22 18%


Source: Baseline, NYMEX

"I don't know that we'll see those high prices again for the foreseeable future, and we're into a sideways price trend now," said Frank Lesh, commodities trader at Rand Financial Services in Chicago. "Though prices are higher than in early 2003, they're definitely down to much more manageable levels."

The slowdown showed up in a big way in the Bureau of Labor Statistics' most recent producer price index (PPI), which showed crude materials -- excluding volatile food and energy commodities -- dropped 3.9 percent in April, the biggest decline since December 1974.

The BLS is once again struggling to release the PPI -- and there's still no telling when they'll print the May report -- but Citigroup senior economist Steven Wieting believes the index will show another significant decline in crude goods.

What's more, Wieting and other analysts pointed out, commodity prices are self-correcting; producers rush to make more stuff when they see prices going up, and increased supply pushes prices down, as long as demand is steady or falling.

"Beneath the surface, production and inventory, here and abroad, are moving up faster than the rate of demand growth," Wieting said. As a consequence, he thinks the buildup in commodity prices in 2003 and early this year may just turn out to be a rebound in pricing rather than a lasting surge in inflation."

If true, that would be bad news for the stocks of many basic materials firms. Shares of aluminum maker Alcoa (AA: Research, Estimates), for example, have dropped nearly 19 percent since peaking on March 1, while the Dow Jones Basic Materials Index has fallen some 6.5 percent.

But it could be good news for the profits of companies that use all this stuff, and it could also help make the Federal Reserve more gentle when it comes to raising its target for the fed funds rate, a key overnight lending rate.

Most everybody expects the Fed to raise the fed funds rate by a relatively mild quarter percentage point at the end of this month. But hawkish Fed comments last week drove market speculation that a bigger-than-expected hike could be on the way, sinking stocks on Monday.

Then again, many analysts believe commodity prices are far less important for inflation and corporate profits than labor costs, which seem to be on the rise after a long decline. Cooling copper alone might not be enough to keep the Fed at bay.

What's more, it's possible China might not be able to slow down its super-heated economy all that much, keeping demand for commodities high, and many analysts expect the dollar's decline to reverse itself eventually, which would also push commodity prices back up.

"I think it's still too soon to say this is a sign that fundamental inflationary pressures are cooling off just yet," said Paul Kasriel, director of economic research at Northern Trust. "And I think commodities are due for another leg up -- this has been a correction in a still more fundamental longer-term trend up."
RussianHill
News dall'esportazione in Iraq???
Mi pare di aver sentito qualcosa alla radio...
billy
Petrolio in rialzo dopo dati su scorte Us
(6/16/2004 5:15:22 PM)

Il prezzo del petrolio continua la sua corsa, iniziata dopo gli attentati agli oleodotti in Iraq, dopo che sia il Dipartimento dell'Energia statunitense che l'American Petroleum Institute hanno diffuso dati sulle scorte settimanali di greggio negli Usa, che hanno mostrato una crescita inferiore alle attese. Per la settimana chiusasi l'11 giugno, il Dipartimento dell'Energia ha registrato un incremento delle riserve pari a 800mila barili, mentre l'Api ha rilevato una crescita di 482mila barili. Le attese del mercato erano per un aumento di 2 milioni di barili. Al Nymex di New York il crude per luglio è a quota 37,58 dollari.
Rw1392
CITAZIONE(billy @ Wednesday, 16 Jun 2004, 18:04)
Petrolio in rialzo dopo dati su scorte Us
(6/16/2004 5:15:22 PM)

Il prezzo del petrolio continua la sua corsa, iniziata dopo gli attentati agli oleodotti in Iraq, dopo che sia il Dipartimento dell'Energia statunitense che l'American Petroleum Institute hanno diffuso dati sulle scorte settimanali di greggio negli Usa, che hanno mostrato una crescita inferiore alle attese.

OIL SERVICES INDEX PHILADELPHIA

...$OSX

Schlumberer Ltd , Rowan, Tidewater inc, hallirburton Co. , Baker hughes inc ...
tutte al NYSE ...e sono tre sedute che salgono (con gap addirittura)... ph34r.gif
Rw1392
$.$.%
Rw1392
Un daily.... con un INCROCIO di medie ...
sommato ad un TESTA SPALLE ....

Confermera' domani ...?
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ Friday, 18 Jun 2004, 04:45)
Un daily.... con un INCROCIO di medie ...
sommato ad un TESTA SPALLE ....

Confermera' domani ...?

smjf-mjd..
Rw1392
CITAZIONE(RussianHill @ Tuesday, 15 Jun 2004, 18:34)
News dall'esportazione in Iraq???
Mi pare di aver sentito qualcosa alla radio...


Iraq. Riparato l'oleodotto di Bassora. Riprendono le esportazioni di greggio
Bassora, il crocevia del petrolio


Bassora, 20 giugno 2004

Il principale oleodotto del sud dell'Iraq è stato riparato e i flussi di greggio verso il terminal petrolifero di Bassora potrebbero ripartire già in giornata, riavviando anche le esportazioni: ad affermarlo è stata una fonte dell'industria petrolifera irachena.

La fonte non ha voluto però precisare le quantità di greggio che inizialmente sarà possibile di nuovo mettere in commercio: l'obiettivo annunciato nei giorni scorsi era di garantire almeno 700 mila barili di petrolio al giorno. La scorsa settimana i sabotatori avevano fatto saltare due tubature petrolifere, bloccando le esportazioni da Bassora, lo snodo petrolifero da cui , in tempi normali, partono circa 1 milione 600 mila barili al mese.
billy
Londra: in crescita il prezzo del petrolio
(6/21/2004 3:04:48 PM)

Alla borsa di Londra cresce il prezzo del petrolio, che si riporta sopra la soglia dei 36 dollari. Il barile di Brent scambia a 36,47 dollari in rialzo dello 0,76% rispetto alla quotazione di venerdì scorso.
Rw1392
Norvegia: sciopero nel settore petrolifero, rimpasto nel Governo (18/06/2004)

Come se non bastasse l'Iraq: sui prezzi del petrolio ora pesa anche la Norvegia, dove i sindacati hanno lanciato uno sciopero nazionale, sebbene limitato ad alcune piattaforme. La decisione di concentrare lo sciopero è stata presa per impedire al governo di ricorrere alle leggi di emergenza, ma le modalità dell'agitazione sono sufficienti a mettere a rischio oltre un decimo dell'export petrolifero del paese: e stiamo parlando di uno dei principali esportatori di greggio al mondo, come vedete nel grafico: i 3.300.000 barili al giorno posizionano la Norvegia al terzo posto dopo Arabia Saudita e Russia, secondo i dati dell'agenzia internazionale dell'energia relativi al 2003. La sola Statoil è stata costretta alla chiusura delle piattaforme di Snorre e Vigdis, che producono oltre 300.000 barili a giorno. Altri 60.000 barili verranno meno dal sito di Ekofisk, gestito dalla Conoco Phillips, mentre per ExxonMobil sono a rischio 80.000 barili. Il Governo per ora ha reagito con un rimpasto, anche per preparare le elezioni legislative: è saltato, naturalmente, proprio il ministro del petrolio, Einar Steensnaes, rimpiazzato da Thorhild Vidvey, fino a ieri vice-ministro degli esteri.


ro.t-e-a- ci era sfuggito...perlomeno a me...



Norvegia: lo sciopero nel petrolio giunto al sesto giorno

Giunto al sesto giorno lo sciopero dei lavoratori del petrolio in Norvegia sta prendendo una piega sempre piu difficile da gestire e da domenica prossima il movimento di protesta potrebbe assumere una dimensione mai vista prima d'ora nel terzo produttore mondiale di greggio.Già da oggi mancano all'appello 715 mila barili al giorno: un deficit pari al 25% di tutto il petrolio estratto da questi parti che é pari ad oltre tre milioni e trecentomila barili.Una situazione difficile dunque per il governo di Oslo anche perchè come sottolinea questo dirigente sindacale i lavoratori sono pronti ad andare avanti: il nostro obiettivo é quello di portare a casa piu benefici possibile. Quanto alle compagnie petrolifere é colpa loro se siamo arrivati a questo puntoInsomma un dialogo tra sordi. Quanto all'andamento della quotazione sui mercati per il momento l'effetto Norvegia non si fa molto sentire a causa della ripresa dell'export proveniente dall'Iraq; ma fino a quando i consumi potranno resistere? Una domanda che per il momento non ha risposta
smjf-mjd..
DragonFly
Petrolio: Londra, Brent In Rialzo A 35,11 Dollari (+0,23%)

(ANSA) - LONDRA, 24 GIU - Apertura in rialzo per il greggio di riferimento europeo: il contratto del Brent per consegna ad agosto viene scambiato sull'International Petroleum Exchange di Londra a quota 35,11 dollari al barile, lo 0,23% in più rispetto ai 35,03 dollari segnati in chiusura di ieri.(ANSA).
billy
Prezzo del Brent sotto i 35 dollari: fine degli scioperi in Norvegia
(25/06/2004 14.12.59)

A Londra il prezzo del petrolio ha preso a scendere con decisione, dopo la fine degli scioperi dei lavoratori del settore Oil in Norvegia. Un barile di Brent del mare del Nord scambia ora sotto i 35 dollari in flessione dello 0,91%.
Rw1392
CITAZIONE(Rw1392 @ Thursday, 24 Jun 2004, 08:13)
Norvegia: sciopero nel settore petrolifero, rimpasto nel Governo (18/06/2004)

Come se non bastasse l'Iraq: sui prezzi del petrolio ora pesa anche la Norvegia, dove i sindacati hanno lanciato uno sciopero nazionale, sebbene limitato ad alcune piattaforme. La decisione di concentrare lo sciopero è stata presa per impedire al governo di ricorrere alle leggi di emergenza, ma le modalità dell'agitazione sono sufficienti a mettere a rischio oltre un decimo dell'export petrolifero del paese:

Il governo norvegese impone lo stop allo sciopero dei lavoratori del settore

petrolifero. Una prerogativa prevista dalla costituzione che dà i pieni poteri all'esecutivo qualora siano in gioco gli interessi economici del paese. Come sottolinea il ministro del lavoro è stata una decisione difficile da prendere ma di fronte alla serrata non c'era nessuna altra soluzione. anche perchè era in gioco la stessa reputazione della Norvegia quale importante produttore petrolifero mondiale. Senza dimenticare i clienti del greggio norvegese che sarebbero rimasti a secco.Dopo otto giorni di sciopero, indetti per motivi previdenziali, torna cosi la normalità sulla produzione del greggio che rappresenta il 20% del prodotto interno lordo e circa il 45% delle esportazioni complessive della Norvegia. Secondo gli analisti dalla prossima settimana la produzione norvegese tornerà cosi agli oltre tre milioni di barili al giorno: un dato che pone il paese scandinavo al terzo posto su scala mondiale, preceduto dall'Arabia Saudita e dalla RussiaI sindacati ora attendono l'apertura di un nuovo tavolo negoziale del quale il governo si farà garante.
Rw1392
Shell: prima assemblea dopo lo scandalo delle riserve

Alla Shell è ora di tirare le somme,dopo lo scandalo della sopravalutazione delle riserve petrolifere. Un'assemblea degli azionisti piuttosto difficile quella svoltasi lunedi a Londra e all'Aja: è la prima volta che il nuovo gruppo dirigente della compagnia petrolifero anglolandese è chiamato a rispondere delle attuali difficoltà della società. Al centro del dibattito il problema delle riserve d'idrocarburi: per ben quattro volte, dallo scorso dicembre. la Shell è stata costretta a rivederle al ribasso. Una revisione che è già costata la carica al presidente Philipp Watt rimpiazzato da Jeroen van Der Veer.Il posto della Shell è ormai in quinta fila con poco piu di 14 miliardi di barili in riserva: troppo poco rispetto alla terza posizione lo scorso anno quando il gruppo era ampiamente davanti agli storici rivali dellla British Petroleum.Un'occasione che i due principali azionisti, due fondi americani, non si sono certo lasciati scappare: durante l'assemblea i rappresentati hanno chiesto che l'integrazione in senso al consiglio d'amministrazione dei propri uomini. Un modo piuttossto brusco per cambiare le regole del gioco all'interno della Shell. Quanto alle reazioni da segnalare il rinvio a novembre della relazione del comitato esecutivo della Shell sullo stato di salute finanziario dell'impresa. Sta di fatto che l'aumento del prezzo del greggio in quest'ultimi mesi ha fatto balzare i profitti della Shell: nel primo trimestre dell'anno in corso i profitti hanno fatto un balzo del 9% sullo stesso periodo del 2003

28/06 15:06 CET


www.euronews.com
Rw1392
Brent Crude Oil

Brent blend is a light, sweet North Sea crude oil that serves as a benchmark grade and widely trades as a differential to the New York Mercantile Exchange, Inc. bellwether light, sweet crude oil futures contract.

Brent blend production runs approximately 500,000 barrels a day. Most is refined in Northwest Europe, but significant volumes move to the U.S. Gulf and East Coasts and to the Mediterranean. Brent is shipped from Sullom Voe in the Shetland Islands. The producing companies trade most of the volume on a spot basis with virtually no formal term contracts.

To facilitate efficient, liquid, and cost-effective trading of Brent crude and the Brent/light, sweet crude futures spread, the New York Mercantile Exchange will provide a Brent crude oil futures contract. The contract will trade in the open outcry crude oil futures trading ring on the floor of the Exchange and after-hours on the NYMEX ACCESS® electronic trading system.

Any combination of a purchase and an offsetting sale of related NYMEX Division energy futures contracts reduces margin requirements by the Exchange resulting in cost savings. The net margin requirement takes into account that the risk on one side of the spread is generally reduced by the other leg of the spread. Outright Brent margins will be calculated based upon a volatility formula as determined by the Exchange, including a spread margin for Brent/light, sweet crude oil futures positions in the range of $500 to $750 for clearing member firms ($550 to $825 for member customers or $675 to $1,000 for non-member customers).
Rw1392
Oil May Fall Next Week as OPEC Shipments Arrive, Survey Says
July 2 (Bloomberg) -- New York crude-oil futures may fall next week as surging imports from the Organization of Petroleum Exporting Countries boost U.S. inventories, according to a Bloomberg survey of traders and analysts.


Twenty-one of 47 respondents in the survey, or 45 percent, predicted that oil futures will drop. Fourteen said prices will rise and 12 expected little change.

The 10 members of OPEC with quotas, all except Iraq, decided last month to raise their output ceiling by 2 million barrels to 25.5 million barrels a day as of July 1, and by a further 500,000 barrels a day on Aug. 1. Saudi Arabia and Nigeria signaled on Wednesday the August increase may be unnecessary. OPEC pumps about a third of the world's oil.

``Once we come in next week, prices should gravitate lower,'' said Marshall Steeves, an analyst with Refco Group in New York. ``Even if OPEC decides against the additional 500,000 barrels, supplies are ample and should remain in pretty good shape for the foreseeable future.''

U.S. crude-oil inventories jumped 16 percent since January to 304.9 million barrels last week, the highest in almost two years, an Energy Department report on Wednesday showed. Supplies in the week ended Jan. 23 were the lowest since September 1975.

A surge in imports left U.S. supplies last week 8.1 percent higher than a year earlier, according to the department.

Crude oil for August delivery rose 3.2 percent to $38.74 a barrel on the New York Mercantile Exchange for the week through yesterday. Futures have fallen 8.7 percent from $42.45 on June 2, the highest in 21 years of New York futures trading.

Record Imports

U.S. imports jumped 4 percent to 10.6 million barrels a day last week and have been above the 10 million-barrel-a-day mark for six weeks, the longest period on record, according to Energy Department data. The U.S. is the biggest oil importer and consumes about a quarter of global production.

``Imports have been above 10 million barrels a day for the past six weeks and are likely to continue at that rate,'' said Tim Evans, senior energy analyst with New York-based researcher IFR Markets. ``The OPEC 10 likely stepped up production in June and the cargoes can be expected to arrive in mid-July and August.''

It takes about six-weeks for oil tankers to make the voyage from the Persian Gulf to U.S. ports along the Gulf of Mexico.

Terrorist Threat

Crude oil futures rose to a two-week high yesterday on concern a terrorist attack or other event that would limit supplies might occur during the three-day July 4 Independence Day holiday weekend, when U.S. markets are closed.

``On the bullish side there's the potential for the terrorist threat to reach Iraqi and Saudi oil facilities,'' said Tony Machacek, a broker with Prudential-Bache International Ltd. in London. OPEC is ``producing pretty much at capacity and if there are disruptions to supplies, like a bomb in Iraq, prices may rise quickly.''

Weekend attacks in Saudi Arabia and Iraq caused prices to soar three times since late April. The al-Qaeda terrorist network has staged attacks on foreign workers who help run the Saudi oil industry. Iraqi insurgents have repeatedly attacked pipelines and other facilities, disrupting output. The two countries hold about a third of the world's proved oil reserves.

Iraqi oil exports slumped to a seven-month low in June after sabotage to two southern pipelines cut shipments to terminals in the Persian Gulf.

Exports fell to an average of 1.49 million barrels a day last month, according to data collected by local shipping agents. Shipments in May averaged 1.6 million barrels a day, said Mike Stinson, who was then the senior U.S. adviser to the Iraqi Oil Ministry.



Bloomberg's survey of oil analysts and traders, conducted
each Thursday, asks for an assessment of whether New York
Mercantile Exchange crude oil futures are likely to rise, fall or
remain neutral in the coming week. This week's results were:

FALL RISE NEUTRAL
21 14 12





To contact the editor responsible for this story:
Robert Dieterich at rdieterich@bloomberg.net.
Last Updated: July 1, 2004 19:01 EDT
Rw1392
fgtr.lk-


http://www.nymex.com/jsp/news/energy_in_ne...p?id=einheatoil

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marco58
CITAZIONE
yukos: la situazione diventa drammatica
                                                                                                                                  02.07.2004

Proprio quando la vicenda sembrava essere volta ad una conclusione positiva è arrivata la doccia fredda. Il fisco russo esige da Yukos (US98849W1080) altri RUB 98 miliardi per tasse non pagate nell'anno 2001. La situazione del gigante del petrolio è ora drammatica. Le autorità avrebbero inoltre congelato tutti i conti della società. Un portavoce di Yukos ha dichiarato che l'impresa potrebbe dichiarare in pochi giorni bancarotta e potrebbe anche essere costretta ad interrompere la sua produzione di greggio. Una tale circostanza potrebbe fare schizzare il prezzo del petrolio verso nuovi record. Ricordiamo infatti che Yukos produce 1,3 milioni di barili di petrolio al giorno, quasi lo stesso volume che raggiunge al momento l'Irak.
Il titolo di Yukos perde attualmente a Mosca quasi il 20%.


http://www.borsainside.com/mercati_emergen...amma_yukos.shtm
Rw1392
Yokos a un passo dal fallimento

Il gruppo petrolifero Yukos a un passo dal fallimento. La società, prima azienda nel settore in Russia, ha dichiarato di non potere onorare il rimborso di un prestito da un miliardo di dollari concesso da un gruppo di banche capeggiate dalla francese Societé Générale.Una situazione che, secondo quest'analista, ha origini lontane, ma che è precipata negli ultimo due giorni con l'abbasamento del rating Standard and Poors al punto che ormai si parla di bancarottaUn quadro dunque catastrofico dovuto alla crescita dei debiti fino alla cifra record di 5,5 miliardi di dollari fatta registrare alla fine del 2003. Un dato quest'ultimo che non comprende gli arretrati di tasse non pagate la cui scadenza è stata fissata dal governo di Mosca a mercoledi prossimo.Anche la Borsa è pressochè indifferente alla sorte di Yukos. Dopo un'apertura molto negativa il titolo chiude lasciando sul terreno oltre l'11% del suo valoreUn contesto parecchio difficile. Perchè Yukos è stato negli ultimi mesi un titolo molto volatile con una variazione molto forte a secondo delle indiscrezioni. La perdita di lunedi non è poi cosi importante. Visto l'atteggiamento del Cremilino, il quale ha già fatto sapere di non concedere sconti sui debiti fiscali di Yukos, il futuro per il gruppo petrolifero è ormai a un passo dal fallimento

economia
5/07 14:06 CET
Euronews
rosio
Ed ecco la ciliegina sulla torta ...

Crude oil prices likely to remain high: U.S. By Rex Nutting
WASHINGTON (CBS.MW) -- Crude oil prices are likely to remain near current levels near $40 a barrel through 2005, the U.S. Energy Department said Wednesday in its monthly short-term energy outlook. Inventory levels remain low, particularly in the context of stronger demand, the Energy Information Agency said. "The chances for even a gradual, sustained decline in crude oil prices through 2005, as previously projected in this outlook, seem to have diminished," the agency said. "Low world oil surplus capacity levels provide an extremely limited cushion in the event of unexpected world oil market disruptions." For the summer, the agency is forecasting an average price of $1.89 a gallon, down 2 cents from last month's forecast.
rosio
Aggiornamento sulla Yukos

Khodorkovsky offers to sell Yukos stake - AFX By Ciara Linnane
NEW YORK (CBS.MW) -- OAO Yukos' founder and largest shareholder, the imprisoned Mikhail Khodorkovsky, is reported to have offered to yield his stake in the oil giant, to keep it from going bankrupt as Wednesday's deadline to pay a $3.4 bln tax bill approaches, AFX News reported from Moscow.
rosio
ed al contrario di quello che pensa il Dipartimento dell'Energia US ...

Oil slips; OPEC likely to stick to output hike By Myra P. Saefong
SAN FRANCISCO (CBS.MW) -- Crude-oil futures slipped with investors reluctant to pull prices past $40 a barrel amid renewed confidence that OPEC will go ahead with an output hike in August. OPEC will go ahead with plans to increase the cartel's quota next month by 500,000 barrels, Ali al-Naimi, Saudi Arabia's oil minister said, according to the Middle East Economic Survey. August crude is down 43 cents at $39.22 a barrel on the New York Mercantile Exchange. August heating oil is down nearly 2 percent, and August unleaded gasoline and natural gas are each down by around 1 percent.
Rw1392
Oil Holds Strong on Tight Supplies

Mon July 12, 2004 7:11 AM GMT-04:00
LONDON (Reuters) - Oil prices held strong on Monday as tight physical oil markets underpinned fears of the potential impact of any disruption to international supply.

London Brent crude was up 13 cents to $37.18 a barrel, while U.S. light crude eased six cents to $39.90 a barrel.

Prices have risen around $4 in the past two weeks, as higher production from the OPEC cartel to meet strong demand left little spare global capacity to cope with any supply problems.

Last week legal turmoil at Russian oil giant YUKOS, an oil workers' strike in Nigeria and sabotage attacks in Iraq all gave reminders of possible interruptions to crude flows.

Reassurance from top OPEC exporter Saudi Arabia that the cartel intends to press on with a planned 500,000 barrels per day (bpd) increase in formal quotas at its July 21 meeting has failed to bring prices down.

"We will try to increase but I think for August 1 it will be only the 500,000 (bpd)," said Kuwaiti Oil Minister Sheikh Ahmad al-Fahd al-Sabah on Saturday.

"I don't know who has spare production. For Kuwait we are going to produce at our maximum," he told Reuters.

OPEC is already producing well above official limits in an effort to stop prices rising too high.

A Gulf source familiar with Saudi oil policy said on Monday that Saudi Arabia will keep pumping 9.1 million barrels a day in August, the third month in a row at such high production rates.

Saudi Arabia has produced well in excess of its official OPEC output quota since June and on Monday informed customers of export volumes for August. Buyers in Asia and European refiners said sales were unchanged from July's high levels.

Higher OPEC supplies helped bring prices down from 21-year highs above $42, but analysts said that physical oil markets were still tight.

"Ample OPEC output weighed on prices through June, but the combination of North Sea oilfield maintenance and U.S. refiners running full tilt has retightened the market," said Washington D.C.-based consultants PFC Energy in a report.

A blaze at Norway's biggest oil refinery injured two people and forced closure of a crude oil unit, halving production capacity to 90,000 barrels per day.

"Any supply disruption will resonate more clearly, and may attract the attention of the speculative funds," said PFC Energy.

U.S. regulatory data on Friday showed that speculators on the New York Mercantile Exchange have raised net long crude oil positions, in a bet that prices will rise further.

Traders were also watching Venezuela, where President Hugo Chavez insisted on Saturday he would stand for immediate re-election if he lost an August referendum on his rule. His opponents said the move would be illegal.

A strike by oil workers aimed at removing Chavez from office led to a crippling oil strike in the world's fifth-largest oil exporter in December 2002-January 2003.
Rw1392
US oil prices remain above $40

Monday, July 12, 2004 2:37:03 PM ET



NEW YORK, July 12


However, the US crude prices benefited modestly this morning from the improved expectations for OPEC's planned output quota increase later this year, according to media reports. Oil prices have appreciated by more than $4 per barrel over the past couple of weeks, driven primarily by increased supply risks due to the ongoing legal turmoil at the largest Russian oil exporter, Yukos Oil, the oil workers’ strike in Nigeria and sabotage attacks on Iraqi pipelines.

– a-nnu-s-a
Rw1392
Una forte crescita per il produzione del petrolio per il 2004

Il mondo ha fame di petrolio. La conferma, se ce ne fosse bisogno, arriva dall' agenzia internazionale dell'energia : è l'effetto dell'incredibile aumento fatto registrre dalla Cina e dall'India dove il tasso di crescita economica ha letteralmente preso il volo.Per il 2004 si prevede una crescita del 3,2% rispetto allo scorso anno con una richiesta giornaliera superiore agli 81 milioni di barili , mentre per il 2005 le stime sono per un aumento del 2,2%.Una spinta al consumo sul quale sembra non incidere affato il prezzo del barile che a New York veleggia intorno ai 40 dollari, mentre in Europa siamo intorno ai 37 dollariUn contesto difficile per i consumatori sulle due sponde dell'Atlantico anche se la proposta del ministro saudita dell'energia lascia sperare in un'intesa in seno all'Opec.
rosio
Le uniche che non se ne accorgono sono HEC e IVAN ... avessero cambiato business e avessero aperto un chiosco di grattachecche ??
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