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Versione completa: Richiesta Chiarimento Su Calcolo Del Nav Sugli Etf
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Luigi
Salve
in data 8 Luglio 2008 ho aquistato tramite Fineco delle quote di un ETF non armonizzato scambiato su AMEX (Usa).

Putrtroppo non sono riuscito a rivenderlo in giornata e quindi ai fini del calcolo dell'eventuale Reddito da capitale (Navv – NAVa)
dovro' conoscere i valori Navv e NAVa

La mia domanda e'
il Nav del giorno di Vendita (o Acquisto) e' quello Calcolato alla Chiusura del Giorno Precedente (ed e' quindi Noto) o Non Puo' essere conosciuto al momento della Vendita (o Aquisto) perche sara calcolato solo dopo La chiusura?

(Nel caso in cui il NAV venga calcolato dopo la Chiusura del giorno di Vendita si potrebbe verificare che si venda ETF in PERDITA sul mercato e che dopo la vendita il titolo cambi rotta e salga rapidamente fino al punto di potere generare un Delta NAV Positivo )

Grazie a chi vorra' cortesemente rispondere,

Ps
questi Navv e NAVa vengono indicati da qualche parte nel sito Fineco? e dove e' possibile trovare lo storico dei valori di date passate?
billy
Dentro un ETF...
La nascita di un ETF
Dal punto di vista di un investitore, un ETF è un'azione come un'altra, che assicura però, invece della partecipazione al capitale di rischio di una sola società quotata, il possesso di un portafoglio di titoli, tipicamente rappresentativo di un indice di mercato.
Per capire come questo sia possibile entriamo dentro il meccanismo che si trova alla base di un Exchange Traded Fund.
Come nasce un'azione di un ETF?
In modo molto semplice, vengono acquistate delle azioni direttamente sul mercato, nella stessa proporzione in cui queste rientrano nell'indice di mercato che si vuole replicare.
Quindi, se ad esempio il peso di IBM nello S&P500 fosse del 10%, allora il portafoglio sottostante l'ETF sarebbe costituito, per il 10% del suo valore, da azioni IBM.
Una volta creato tale portafoglio, viene quindi collocato presso una banca depositaria, la cui funzione principale è quella di garantire l'effettiva esistenza del paniere di titoli che, come si può ben immaginare, è l'unico asset da cui deriva il valore delle azioni di un ETF.
Detto questo, dovrebbe essere chiara la stretta relazione che si instaura tra il prezzo di mercato degli ETF ed il valore del portafoglio ad esso sottostante.
E visto che tale portafoglio risulta essere assolutamente speculare a quello di un indice azionario, ne deriva come sia possibile che l'andamento del prezzo di mercato degli ETF segua in modo quasi perfetto quello dell'indice sottostante.

La replica dell'indice

Innanzitutto è necessario distinguere tra prezzo di mercato e Net Asset Value (NAV ). Il prezzo di mercato viene ovviamente determinato dalle forze della domanda e dell'offerta, mentre il NAV rappresenta il valore del portafoglio sottostante che è, quindi, oggettivamente determinato dal valore dell'indice di mercato.
In effetti non c'è nulla che, di per sé, assicuri la convergenza tra il prezzo di mercato degli ETF, che è poi il prezzo al quale l'investitore può comprare o vendere azioni, ed il NAV, che è invece l'effettivo valore del portafoglio investito.
Chiaramente, se il prezzo di un ETF fosse libero di fluttuare indipendentemente dal suo NAV, si introdurrebbe un ulteriore fattore di rischio per l'investitore: ad esempio dover vendere le proprie azioni ad un prezzo che non rispecchi il loro effettivo valore.
La convergenza tra prezzo di mercato dell'ETF ed il suo NAV è resa possibile dal fatto che gli ETF sono fondi di tipo aperto e non di tipo chiuso. Infatti, non solamente è possibile in ogni momento acquistare o vendere sul mercato azioni di un ETF, ma è anche possibile ogni giorno creare nuove azioni o redimere quelle esistenti in cambio dei titoli sottostanti. In sostanza, il numero di azioni non è determinato a priori, ma varia nel tempo.
Ciò permette agli investitori istituzionali autorizzati di operare come arbitraggisti, approfittando di eventuali disallineamenti di prezzo rispetto al valore effettivo dei titoli sottostanti.
Nel caso in cui il prezzo di mercato fosse inferiore al NAV, un arbitraggista potrebbe comprare azioni dell'ETF, cederle (quindi di fatto eliminandole) presso la banca depositaria in cambio dei titoli sottostanti e rivendere tali azioni sul mercato in modo da lucrare la differenza di prezzo. Allo stesso modo, se il prezzo fosse superiore a quello del NAV sarebbe possibile ottenere un guadagno certo, comprando i titoli che costituiscono il portafoglio sottostante, collocandoli sempre presso la banca depositaria in cambio di azioni dell'ETF (aumentandone il numero) ed infine rivendendo tali azioni sul mercato.
Chiaramente, il prezzo dell'ETF tenderà, nel primo caso, ad aumentare, riallineandosi così verso il NAV, finché non sarà più profittevole comprare ETF e vendere titoli. Nel secondo caso, invece, il prezzo dell'ETF tenderà a diminuire convergendo ancora una volta verso il NAV.
Tale meccanismo di arbitraggio fa sì che, nella sostanza, l'ETF sia praticamente equivalente all'indice sottostante


billy
I costi di gestione
Data la particolare strategia di investimento, sostanzialmente molto semplice e che non richiede una particolare attività di ricerca e di gestione, gli ETF si caratterizzano per costi di gestione molto bassi, generalmente compresi tra lo 0.10% e lo 0.90%, inferiori anche di 10 volte e più rispetto a quelle dei normali fondi comuni di investimento. Inoltre non sono previste commissioni di entrata, di uscita o di performance.

Il meccanismo di addebito dei costi di gestione è speculare a quello dei fondi comuni di investimento. Essi vengono infatti calcolati su base giornaliera come percentuale del patrimonio complessivamente gestito e quotidianamente scalati dal valore effettivo del fondo. Se ad esempio i costi di gestione di un ETF fossero pari allo 0.50% l'anno, ogni giorno lo 0.00137% (0.50%:365) del valore del patrimonio gestito verrebbe sottratto dal fondo e incassato dalla società di gestione dell'etf.

Questo significa che sia il prezzo, sia il NAV (Net Asset Value), appunto il valore della quota del fondo (o dell'ETF ) al netto dei costi, tengono già in considerazione i costi via via retrocessi alla casa di gestione. In ultima istanza ciò significa che di fatto gli investitori pagheranno i costi di gestione soltanto in proporzione ai giorni durante i quali hanno effettivamente detenuto le azioni dell'ETF.



billy
NAV: Net Asset Value, ossia il valore patrimoniale di una quota dell'etf al netto dei costi. E' valorizzato su base giornaliera e riferito alla chiusura della seduta di borsa precedente. Viene anche calcolato in real time durante le sedute di mercato (iNAV).
billy
non so se potrò esserti utile..altrimenti ti consiglio di chiedere al call center di fineco...azz...sennò che li pagano a fare?!:),,benvenuto
Luigi
Ciao, La tua introduzione agli ETF e' eccellente

Ma il NAV che corrisponde all'operazione di vendita e' Quello Pubblicato la sera prima
o quello ch verra' pubblicato dopo la chiusura del giorno di Vendita?

Grazie
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